Filed under: Robe militanti

13 febbraio: Faster, pussycat, kill! kill!

data: 13 febbraio 2011
dove: Bologna, piazza XX settembre, ore 14:30
dress code: indispensabile ombrellino rosso

Scendiamo in piazza con le altre donne,
portiamo gli ombrelli rossi insieme al Comitato dei Diritti Civili delle Prostitute

Rendiamo omaggio a tura satana, recentemente scomparsa,
con il titolo del film di russ meyer di cui è l’indimenticabile protagonista.
Ci piace l’idea di  scendere in piazza con un immaginario ironico e offensivo
e quindi per ribadire il concetto:
donneperbene mai
donnepermale sempre,
e soprattutto cattive:
Faster pussycat, kill! kill!



Lascia un commento 12 febbraio 2011

TrashWatching | Violenza di genere

Trashwatching! Zapping del blob digitale nel salotto di Betty&Books, per condividere visioni e riflessioni sulla rappresentazione dei generi e delle relazioni di genere, di corpi e sessualità nello spazio mediatico. Una serata per guardare assieme le immagini catturate dalla rete, dai giornali e dalla televisione e confrontarsi sui modelli di maschilità e femminilità dell’Italia di oggi.
(altro…)

Lascia un commento 11 novembre 2010

GENEREalmente 2.0: 2 giorni di riflessioni e workshop sulla violenza di genere

Bologna, 6-7 marzo 2010

Ci siamo incontrat@ a Milano il 22 novembre 2009 per mantenere la promessa di non lasciar cadere nel vuoto l’episodio di violenza maschile avvenuto ad una di noi alla Mayday 2009.

Siamo partit@ dall’idea che il movimento ha bisogno di lavorare su pensieri e pratiche che si oppongano al sessismo, sul lungo periodo, nei territori e negli spazi, per trovare strumenti di sovversione dei modelli culturali che alimentano la violenza di genere e per sviluppare strumenti pratici e comunicativi per agire contro la violenza nei nostri luoghi e oltre essi.

Erano presenti numerosi ed eterogenei gruppi da diverse parti d’Italia: il risultato è stata una discussione appassionata, interessantissima, ricca di spunti.

Per questo la scommessa continua!

Come promesso, ci si rivede, stavolta a Bologna il 6 e 7 marzo 2010. Sarà l’occasione per confrontarsi su campagne comunicative, indagare i nostri immaginari sulle relazioni di genere e la sessualità, progettare strumenti spendibili città per città e rilanciare un percorso condiviso verso e oltre la Mayday 2010.

Chiediamo a tutte le realtà, donne, uomini e favolosit@ interessat@ di partecipare alle due giornate e di prendere parte attiva in questo percorso per assumersi un pezzo di responsabilità collettiva insieme a noi.

Programma:

Sabato 6 marzo

XM24, Via Fioravanti 24, Bologna

ore 12.00 – 14.00 Accoglienza a sorpresa a cura delle realtà bolognesi e pranzo

Ore 14 Inizio workshop

A. (Auto) inchiesta

A partire dai prodotti e dalle esperienze di inchiesta sulla sessualità e le relazioni di genere dentro e fuori il movimento sperimentate negli ultimi anni, l’obiettivo di questo workshop è costruire collettivamente degli strumenti di inchiesta (sia cartacei che video) da utilizzare verso, durante e oltre la May Day Parade 2010.

B. Comunicazione

Carta, forbici, senso critico e colla alla mano, nel corso di questo workshop lavoreremo collettivamente per individuare le parole chiave, le immagini e gli immaginari da utilizzare e sovvertire per costruire una campagna di comunicazione contro la violenza di genere che caratterizzi la MayDay 2010 e diventi patrimonio collettivo per la sovversione dei modelli normativi di genere.

C. Pratiche di rel/azione

L’antisessismo è un’attitudine, non una competenza! Mettiamoci in gioco in prima persona per elaborare pratiche collettive e individuali che ci rendano tutt@ responsabili di una gestione degli spazi sociali (dalla cassa al corteo!) accogliente e rispettosa delle differenza. A partire dalla condivisione di pratiche già collaudate in diverse realtà di movimento, l’obiettivo del workshop è educarci reciprocamente all’assunzione collettiva dell’antisessismo come pratica quotidiana. Alla fine del workshop è previsto uno stage pratico (chiaramente non retribuito!)

Ore 19.00 Video proiezioni De/generi a cura di Comunicattive e Fuxia Block con aperitivo e Cena

Ore 23.00-2.00 Dj set e gincana di genere con:

+ El Topo
+ Kaps
+ Lemp
+ Ladybit

vj set: + igino_sottovuoto + akirezero

Domenica 7 marzo

Sexyshock, Via Rialto 23

ore 11.00- 17.00

Plenaria! Resistituzione collettiva degli strumenti elaborati nel corso dei workshop e buoni propositi per i mesi a venire.

Ricordiamo inoltre che domenica 7 marzo dalle ore 11 si terrà a XM24 l’assemblea nazionale per la costruzione della seconda edizione del Festival Sociale delle Culture Antifasciste, e tale concomitanza potrebbe essere un’ottima occasione di confronto più allargato e di contaminazione tra percorsi.
Il giorno 02/mar/10, alle ore 10:50, Giulia Rodeschini ha scritto:

x info:
http://italy.euromayday.org/generi/generalmente-2-0/#more-16825

http://isole.ecn.org/xm24

Lascia un commento 2 marzo 2010

La Ronda del Piacere

La ronda del piacere è un’iniziativa contro l’istituzione delle ronde e la cultura della paura. La ronda del piacere è il primo passo per costruire una città dove ognun@ può godere e questa città è un luogo dove vogliamo sentirci sicur@, ma non sorvegliat@. 



Sabato 18 aprile – Concentramento alle 16.00 in Piazza San Martino…verso il Centro Interculturale Zonarelli!  


Sexyshock – Banda Roncati – Anassim e Hard Coro ti invitano a partecipare attivamente alla 
Ronda del Piacere, un corteo sonoro dal centro verso la periferia. 


 

In piazza S. Martino troverai tutto l’occorrente per scrivere la frase che vuoi da portare a passo di tango in giro per la città.
 Troverai: cartone – cartoncini – pennarelli – spago
 – Ma: 
se hai delle idee sul come scrivere frasi e "indossarle"
se hai delle idee sulle frasi da scrivere
se in casa hai del matteriale che non usi ma che può servire allora…portale in piazza!


In Piazza S.Martino l’angolo creativo ti aspetta!



*il colore che abbiamo scelto per questo evento è un  verde bello acido, perché fa tanto primavera.
…perché chi di verde si veste della sua beltà si cura (e anche della sua città)




“La Ronda del Piacere” è un corteo sonoro organizzato da Sexyshock, Banda Roncati, Associazione Anassim e HardCoro. La manifestazione   attraverserà la città  a suon di banda da Piazza San Martino al Centro  
Interculturale Zonarelli per dire che la Bologna che vogliamo è una città non ha paura del buio e non crede alla favola “dell’uomo nero”.

 Di questi tempi dove la “sicurezza” è la cifra del dibattito pubblico, la ronda  del piacere è l’occasione per dire che la “sicurezza” non si costruisce a colpi di machismo, razzismo e repressione. “La ronda del Piacere”, infatti, è una parodia delle pratiche militaresche con cuila destra vuole risolvere il “problema sicurezza”, un’occasione per   dire no alla cultura della paura e della giustizia privata delle ronde della Lega Nord e di Alleanza Nazionale.

La ronda del piacere è un’iniziativa per riprendersi lo spazio pubblico e per mettere in piazza “la città che vogliamo”: una città fatta di donne e uomini nativ@ e migranti, di cultura, di valorizzazione delle differenze, di servizi e di spazi per l’incontro e la socialità. Una città in grado di riconoscere le differenze come una ricchezza, invece che usare la “paura dell’altro” come unica strategia di gestione della vita pubblica e delle sue complessità. E’ in una città come questa che ci sentiamo sicur@!



Percorso del corteo: 

piazza san martino, via oberdan, via alessandrini,  via irnerio, via mascarella, ponte stalingrado, via gandusio, via sacco (centro interculturale Zonarelli). 



3 Comments 14 aprile 2009

Di cosa parliamo quando diciamo prostituzione.

Bella domanda, no? E le risposte sono molteplici e non banali!

Ne parliamo martedì 7 ottobre alle 21.00

presso la sala Enzo Biagi c/o sala Borsa Piazza Nettuno 3

A settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge 
presentato dalla Ministra Mara Carfagna sulle misure contro 
l´esercizio della prostituzione che, modificando la legge Merlin, 
introduce il reato di esercizio della prostituzione in strada e "in 
luogo pubblico".

Le "Misure contro la Prostituzione" messe a punto dal Ministro per le 
Pari Opportunità andranno a colpire sia le donne che si prostituiscono 
in strada che i loro clienti con un´ammenda da 200 a 3000 euro o 
addirittura con l’arresto da cinque a quindici giorni. Ma siamo sicure 
che il ddl presentato dalla Carfagna con i ministri Maroni e Alfano 
sia la soluzione giusta? Noi non lo siamo.

Il mercato del sesso è un mondo complesso che chiama in causa 
innumerevoli dimensioni
: le politiche sull´immigrazione, la povertà, 
le disuguaglianze di genere e il diritto di ogni donna a poter 
scegliere come gestire la propria sessualità e il proprio corpo.

Questa serata, dunque, sarà un´occasione per raccontare il mercato del 
sesso fuori dalle banalizzazioni e dai moralismi della politica e 
della cattiva informazione
, per offrire delle posizioni alternative 
di politiche sul mercato del sesso che mettono al centro i diritti 
delle persone che si prostituiscono.

Ne parliamo con:

Barbara Spinelli – Giuristi Democratici

"Dalla Merlin alla Carfagna, ovvero dalla disciplina dell’esercizio 
della prostituzione alla repressione delle prostitute".

Porpora Marcasciano –  MIT

"La strumentalizzazione della paura. Soggetti marginali e 
marginalizzati nell’epoca della paura. Situazione e condizioni delle 
persone prostitute e in particolare trans".

Sandro Bellassai – ricercatore precario di Storia contemporanea 
all’Università di Bologna e Maschile Plurale

"Il lato oscuro della prostituzione, ovvero il mestiere più antico del 
mondo: il cliente. Desiderio e potere maschile dai tempi della legge 
Merlin a oggi".

Modera e introduce: Betty – Sexyshock

 

3 Comments 5 ottobre 2008

O tutte o nessuna!


Se passa il ddl Carfagna chi di sera esce coi tacchi o con la minigonna si compri una borsa capiente. Riuscire a cambiarsi rapidamente ci farà risparmiare tempo (di reclusione) e denaro (di multa). In base al ddl siamo tutte indiziate.

Scritta bianca sbriluccicante su campo rosso: "Ci riguarda tutte". Semplice e chiaro. Era il testo dello striscione portato in piazza da Sexyshock e Comitato per i diritti civili delle Prostitute alla parade del Pride nazionale di Bologna del 28 giugno 2008. Quindici metri di pizzo rosso, che oltre ad essere stiloso lascia passare la brezzolina. Poi, dopo l’estate, è arrivata la tempesta.
Ce ne siamo rese conto in molte occasioni, e in particolare nelle varie presentazioni fatte in giro per l’Italia di "Ni coupables, Ni victimes": parlare di prostituzione e sex work in Italia è una faccenda veramente spinosa.

Spesso a Betty è sembrato che i modi di leggere, raccontare e immaginare "il mestiere più antico del mondo", ascoltati in tanti dibattiti pubblici, potessero essere considerati una specie di test su tutto quello che piu’ la riguarda e di cui si e’ sempre occupata: la sua vita quotidiana di donna e precaria, la sua sessualità, il modo in cui si veste, l’ora in cui torna a casa di notte. Una specie di cartina di tornasole: stereotipie, moralismi, e tanta, tanta ignoranza. Ignoranza intesa in senso letterale: tutti e tutte quelle che ne parlano sembrano "non saperne mezza di ciò di cui si sta parlando". Come se fossero investiti/e da un senso di legittimità diffusa a dire la propria, per altre/i, sulle loro spalle, senza pensare di interpellarle/i. Presupponendo che questi/e ultimi/e non abbiano una voce.


La prostituzione appare nel discorso mainstream come il
regno supremo delle proiezioni, dei tabù e delle fantasie, ora piccanti ora redentive. E quanto emerge è la difficoltà piena di contraddizioni – una vera e propria negazione della realtà – nel riconoscere la complessità e la diversificazione del mare magnum del sex work, che va dal lavoro a tutti gli effetti a tempo pieno, a prestazioni occasionali, dal call center alla casa, all’escort di lusso ecc. E il risultato è il necessario appiattimento di tale complessità sull’immagine unica della "prostituta in strada": trans o meno, tendenzialmente priva di cittadinanza, preferibilmente schiava e minorenne.
La realta’ del lavoro sessuale non e’ certo questa, quella presa di mira dal ddl, e del resto non e’ pretesa del decreto legge normare la prostituzione nel suo complesso. Il problema dichiarato è"pulire le strade". E al contempo, chiarire che cosa e’ sporcizia, impudicizia, indecenza: i nostri corpi esposti. I nostri corpi disponibili. I seni, le gambe, i piedi fasciati da stivali e scarpe che ci slanciano la silhouette.
Si tratta dell’ennesima contrapposizione tra donne "per bene" e donne "per male", un tema che ha attraversato fin dall’inizio il percorso collettivo di Betty, e che si e’ rivelata una questione centrale nell’affrontare innanzitutto le campagne sulla violenza sessuale e di genere. Perché "come", "quando" e "con chi" vogliamo poterlo scegliere, e centrale e’ ribaltare la logica per cui ad essere sotto accusa e’ sempre chi "se l’e’ cercata". L’unica alternativa offerta e’ il ruolo della povera vittima, un essere indifeso e incapace di provvedere a se’, che va tutelato per legge, o per prassi.

Certo il video della conferenza di Bruxelles, in cui centinaia di sex workers e sostenitrici si sono riunite per discutere di strategie di emersione, visibilità e lotta per i propri diritti, mostra figure inconsuete a queste latitudini: donne (e non solo) che lavorano nel mercato del sesso per scelta. Che hanno una faccia, un nome, una storia, aspirazioni, analisi politiche puntuali. Persone provenienti da tutto il mondo che si confrontano e dibattono, che accumulano saperi, esperienze, rivendicazioni specifiche, capaci di organizzarsi per far sentire la propria voce. Che mostrano che "il problema" non sono loro, ne’ il lavoro che fanno, ma le leggi e le prassi che le condannano, le rendono illegali, le stigmatizzano. Sono persone normali.
A questo l’Italia non è abituata: l’Italietta quotidiana della doppia morale, che manda in televisione solo donne di spalle e vittime "della tratta". Salvo poi omettere che senza possibilità legali per migrare, il giro "della tratta" e’ obbligatorio, e che a ricorrere a quei canali di migrazione sono i lavoratori e le lavoratrici sia dell’industria edilizia sia del lavoro domestico sia dell’industria del sesso.

Questi e altri temi sono al centro del brainstorming collettivo di Sexyshock impegnato, in questi giorni, a costruire una campagna di comunicazione contro il ddl. Ore di discussione in cui, ci diciamo, le questioni che devono emergere sono: la liberta’ di scelta sulla gestione del proprio corpo, la libertà di scelta sulla propria vita sessuale, l’inaccettabilità di leggi che pretendono di normare (o, meglio, disciplinare) la vita delle persone senza interpellarle (quel "nessuna legge su di noi senza di noi" agitato dalle sex workers a livello europeo), e il bando alle doppie morali.
Si’, ma come rendere graficamente tutto cio’? Come rompere il concatenamento di luoghi comuni sulla definizione di "sicurezza" imperante, come spiazzare il mare retorico della doppia morale che contrappone donne per bene e donne per male e che nasconde il "male" dentro le "sicurissime" (sic) mura domestiche?

E poi, noi Betty che facciamo il brainstorming, non siamo sex workers (per il fatto che alcune di noi vendono sex toys, tecnicamente in America ci considererebbero tali, ma questa è un’altra storia) e non vogliamo certo parlare "per altre". E allora ripartiamo da capo, da noi.
E capiamo che sì, quello che vogliamo è parlare alle donne, perché queste sono il target della legge: tutte noi. Per il Pride abbiamo prodotto un bollino, "anche io sono una puttana", riprendendo una spilletta prodotta da un collettivo di donne catalane. Ci piaceva questo slogan perché dava visibilità alla consapevolezza delle lavoratrici del sesso, al loro orgoglio di essere tali e al loro deciso rifiuto della "vergogna" comunemente associata al mestiere. Perche’ alludeva alla necessità di non nascondersi, di non fare il gioco della doppia morale. Ma, al contempo, quello che ci affascinava, era il fatto di poter portare addosso quell’"epiteto" che ancora oggi – tutte le donne sanno – corrisponde ad un’offesa. "Puttana", ben lungi da designare una professione, e’ innanzitutto qualcuna che "la da’ via". Il sottotesto, ci fosse bisogno di spiegarlo, e’ che la cosa peggiore che una donna puo’ fare, e’ avere una vita sessuale di cui disporre liberamente.
E allora il cerchio si chiude, siamo da capo, e ripartiamo da qui: se la puttana e’ un lavoro, chi lo fa deve poter emergere come tale. Se puttane siamo tutte (perche’ tutte vogliamo disporre liberamente della nostra vita sessuale) bene, allora: eccoci!

Facile, ma come tradurlo in immagini e parole in modo non ideologico, per permeare la coltre di pregiudizi e stigmatizzazione verso chi scambia sesso per denaro? Come creare un meccanismo di identificazione potenziale da parte delle donne? Ci vuole un’immagine ambigua che, proprio per questo, sia in grado di svelare l’ambiguità e l’arbitrarietà del ddl. Occorre rendere esplicita l’arbitrarietà di parametri che sanzionano le donne mentre battono in strada in base a come sono vestite, e non perché la loro azione costituisce un fatto illegale. Ci immaginiamo una tabella tecnica per vigili urbani e forze dell’ordine, per riconoscere la donna da multare: lunghezza della minigonna, altezza del tacco, profondita’ della scollatura. Ci immaginiamo blitz con metro alla mano fuori dai grandi teatri e dalle discoteche.

Nel momento in cui per legge il modo di riconoscere una prostituta per sanzionarla è codificare il suo look, beh, allora rendiamo esplicito questo criterio. Costruiamo delle "puttane modulari", sezioniamo al millimetro i nostri corpi, spezzettiamoli come fa la legge, smontiamoli come un puzzle, come un rebus da decifrare. Il nostro corpo é il luogo del delitto, i nostri seni e le nostre gambe esposte sono gli indizi: o tutte, o nessuna!

4 Comments 28 settembre 2008

Dalla parte delle prostitute

C’eravamo lasciat@ con la nostra partecipazione nello spezzone "Donne perbene e Donne permale" e riapriamo la stagione incollando il comunicato del Mit e Comitato Per i Diritti
Civili delle Prostitute sulla grave situazione che a livello legislativo si sta delineando per le prostitute: e’ infatti stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge presentato dalla
ministra per le Pari opportunita’, Carfagna, che introduce il
reato di esercizio della prostituzione in strada e
"in luogo pubblico"
.

Al che noi rispondiamo con un sol grido: Anche io sono una puttana!

Comunicato Mit e Comitato:

Il MIT (Movimento Identità Transessuale ) e il Comitato Per i Diritti
Civili delle Prostitute
disapprovano la proposta sulla prostituzione
della ministra Garfagna. La proposta viene fatta da tre ministri senza
nessun confronto con le associazioni alle quali è stato negato un
incontro.
Riteniamo che si stia facendo solo un’operazione di
maquillage mentre i problemi veri non vengono affrontati ne risolti ma
sicuramente aumenteranno.

La proibizione di lavorare in strada avrà
conseguenze gravi e pericolose
per tutte quelle persone che non sono in
grado di organizzarsi in altri luoghi e al chiuso.
Non è infatti
possibile che ogni transessuale e/o ogni donna possa ottenere un
contratto di affitto, o acquistare una casa dove esercitare.

La
situazione di maggiore precarietà che si verrà a creare condizionerà
fortemente il potere contrattuale delle sex workers
mettendo a rischio
la loro sicurezza e incolumità fisica e di conseguenza la salute di
tutti i cittadini.
La debolezza delle sex workers lascerà spazio al
rafforzamento delle associazioni criminali che sfruttano la
prostituzione, a chi lucra sul commercio sessuale e sull’indotto.
Se si
vuole arginare la prostituzione e non solo nasconderla, si deve cercare
di eliminarne le cause, una di queste riguarda sicuramente le
discriminazioni a cui vengono sottoposte le transessuali.

Se si
vuole arginare la prostituzione e non solo nasconderla, si deve cercare
di eliminarne le cause, una di queste riguarda sicuramente le
discriminazioni a cui vengono sottoposte le transessuali.
Oggi ci sono
alcune migliaia di transessuali che si prostituiscono “volontariamente”
solo perché non hanno altra scelta lavorativa in quanto vengono
quotidianamente esclusi e discriminati nei luoghi di lavoro se non
anche RIFIUTATI esplicitamente.

Abbiamo centinaia di donne italiane
adulte apparse negli ultimi tempi in strada per fronteggiare una
emergenza economica familiare, donne PRECARIE, sottopagate e/o
licenziate con mariti in analoghe situazioni. Madri sole costrette a
fronteggiare la spesa per la crescita dei propri figli.
Allora servono
politiche contro la discriminazione, tutele per i lavoratori, politiche
sociali di sostegno per le donne senza lavoro e per i loro figli.

Ci
sono migliaia di donne straniere che hanno pagato prezzi altissimi per
venire in occidente, sono ora finalmente autonome, ma stanno ancora
lavorando nella prostituzione. Chi vuole cacciarle e rimandarle ai loro
paesi si assume la responsabilità di RICONSEGNARE tutte queste donne ai
racket internazionali per il traffico di esseri umani.

Pia Covre
Comitato Diritti Civili Prostitute

Porpora Marcasciano MIT (Movimento
Identità Transessuale)

2 Comments 11 settembre 2008

lasciato il pink per darci al red

Per una volta abbiamo lasciato il pink per darci al red. ma di pizzo.

abbiamo lasciato gli ombrelli pink di carta, usati per le pinkaction 

per indossare quelli rossi simbolo della resistenza delle lavoratrici e lavoratori del sesso.

E cosi’ di rosso agghindate abbiamo dato vita assieme al Comitato delle Prostitute, Comunicattive, Precarie autoconvocate, Figlie femmine, le donne della rete di bologna e la musica della banda roncati (unica musica senza fumo) allo spezzone eco-femminista e puttano del pridebologna2008

Un pride gioioso che ha dato vita ad un corteo partecipato e trasversale come non si vedeva da anni a Bologna, ma che ci riserviamo, per ora, dal commentarne gli aspetti politici nazionali e territoriali che ha messo in moto e/o scoperchiato, come ci riserviamo, per ora, dal condivedere alcune riflessioni sul pink (post-identitaria, queer, precaria)  e la sua sussunzione in versione estremamente identitaria anche all’interno del Pride. Sui linguaggi e il metodo, sull’abusato "desiderio", sulla qualita’ delle relazioni su cui non ci stancheremo mai di battere chiodo, saranno tutte questioni al centro delle future discussioni.

1 commento 1 luglio 2008

Balconcini fioriti fai da te’

Al pride nazionale saremo al fianco del comitato per i diritti civili delle prostitute, piazzandoci sotto 100 ombrelli rossi a piedi o in bicicletta.
ZERO camion che ce ne sono gia’ troppi
ZERO retorica che ce ne sta veramente troppa, piu’ dei camion
ma visto che di comunicati ne abbiamo fatti abbastanza ora passiamo a questioni organizzative e…fru fru.

Balconcini
Se siete in ritardo potete ritirarli da Betty&Books alla mattina del Pride gia’ pronti a 5 euro. Se volete farveli da voi vi servono:

Modello fiori finti



* spille da balia
* fiori finti o lattuga fresca e ortaggi vari (preferibilmente finocchi)

Modello fiori con i collant



* ago e filo
* bottoni grandi e colorati
* calze a rete e collant colorate

Istruzioni
tagliate i collant ad anelli, infilateci nel mezzo strisce di stoffa o collant di colori diversi e legate un lato dell’anello. cucite o fissate con spille da balia.

potete anche fare due o tre anelli di colori diversi uno dentro l’altro o legare stiscioline di collant tra loro. Aggiungete fogliame.

Ombrelli rossi
Gli ombrelli rossi sono in prestito con 5 euro di cauzione.

Punta con ombrelli e reggiseni
Alle 13 in Piazza della Mercanzia a pochi metri dalle 2 torri.

Percorso Pride
Si parte da sotto le 2 torri. punta alle 14.00.

a piedi percorrendo via Castiglione fino ai Giardini Margherita.

Ai Giardini si aggiungeranno i 30 camion puzzoni che percorreranno i 6 Km
di percorso.
sui viali direzione porta Lame.

All’altezza dei Giardini di Villa Cassarini il corteo farà una breve
fermata,
la musica dei carri sarà spenta per un momento di commemorazione davanti
al monumento
delle vittime del nazifascismo.
non ci sara’ quindi Italo ;)

Dalla prima sede del Cassero in Porta Saragozza il corteo proseguirà per i
viali,
affiancherà porta Lame e svolterà in via Don Minzoni costeggiando ‘Il
Cassero’
e la murata realizzata appositamente per il passaggio del corteo.

Noi saremo sempre a piedi o in bici, ma all’ombra dei 100 ombrelli rossi.
dietro allo striscione che dobbiamo ancora fare, ma sara’ bellissimo
perche’…
non ve lo diciamo. lo scoprirete con i vostri occhietti.

la manifestazione si concluderà in Piazza VIII agosto (orario previsto
18.30)

Sul palco a gestire gli interventi Vladimir Luxuria.

Esclusi dal palco gli interventi delle personalità politiche.

A seguire gli Alcazar in concerto. 

 

Lascia un commento 25 giugno 2008

Grafiche Pride. Donne per bene e per male

Per il pride nazionale 2008 che si svolgera’ a Bologna, saremo in corteo assieme alle lucciole sotto 100 ombrelli rossi simbolo della resistenza delle e dei sexworkers e senza camion, perche’ si sa il desiderio e’ un motore che non inquina.

Ma non finisce qui. Indosseremo dei reggiseni a balconcino fioriti ;)

saremo dei balconi viventi, un ponte simbolico tra la casa e la piazza. Di balconcini ne abbiamo autocostruiti una ventina durante il pinkpark potrete prenderveli direttamente in corteo oppure farveli da voi…e’ gradita la presenza di sedano o finocchio fresco per dissetarci.

Ed ecco qui un po’ di grafiche che abbiamo preparato.

Scarica.

* Locandina "Donne perbene e permale" 35x50cm. LocandinaDonne.pdf

* Adesivo/Spilla "Anche io sono una Puttana" 6x6cm adesivo.tif

* Banner

3 Comments 23 giugno 2008

Pagina precedente


link

Categorie

Archivio

Agenda

settembre: 2017
L M M G V S D
« Mar    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930