I buoni propositi del Cs Tpo
Accogliamo con entusiasmo l'intervista del Cs Tpo pubblicato nelle pagine bolognesi del quotidiano La Repubblica lo scorso 16 novembre.
Siamo felici di sapere che il Cs Tpo da questa data "assume come carattere identitario il rifiuto di pratiche, atteggiamenti, gesti offensivi, maschilisti, aggressivi".
E' infatti estremamente importante che negli spazi cosiddetti sociali vi sia un approccio critico alla violenza sessista, ovvero contro le donne e le persone non eterosessuali.
Ma quelli citati nel comunicato sono temi e pratiche nei quali, ahinoi, in passato il Cs Tpo non ha certo dimostrato di brillare.
Il Tpo di viale Lenin ha visto la nascita di progetti come Macho Free Zone (nel 2002 ) un progetto di comunicazione contro la violenza sulle donne, anche in conseguenza al fatto che non si potesse definire libero da comportamenti violenti e sessisti sia sotto l'aspetto fisico che verbale. Ne' si può ragionevolmente sostenere che le pratiche assembleari e la gestione delle serate avvenissero in una cornice teorica e pratica in grado di propagare e sostenere una cultura anti-violenza. L'uscita dal Tpo della maggioranza delle donne, di tante e tanti, del sexyshock e dello stesso progetto macho free zone avrebbero dovuto
far riflettere gia' da tempo. Ma visto che oggi i tempi paiono maturi…beh meglio tardi che mai!
Così, confidando nella sincerità dei buoni propositi, auguriamo alle persone che oggi animano il Cs Tpo cosi' come ad altri spazi sociali di avere la reale possibilita', oltre che la capacita', di discernere al di la' dei proclami, oggi piu' di ieri, la natura del problema, e di coinvolgere gestione ed utenza in un processo
di crescita comune. Perche' crediamo che la violenza sessuale non sia una "emergenza" da cavalcare sulle pagine dei giornali, ma un problema sociale, culturale e politico da affrontare con una buona dose di sincerita' intellettuale.
Prim@ Firmatar@
Betty, Maurizio Cecconi, Roberta Cleopazzo, Matteo Gattoni, Massimiliano Geraci, Francesco Eppesteingher, Elena Lolli, Giusi Ledda, Fabiana Terenzi, Lucia Jorini, Samantha Cavicchi, Mariella Libergoli, void, Giusi Marcante, Sergio "Omnidrive" Scanu , Mariella Li Bergoli, Elena Preite, Claudia Falasca, Mariagnese Maio, Valentina medda, Matteo Amigoni, Elena Del Grosso, Sandra Bellini, Francesca Serra, Stefano Carboni, Rosa Preite, Sergio mimmo, MariaGrazia Canu, Francesca Esposito, Alessandra Cerioli, Gaia Maqui Giuliani, Giulia Selmi, Lorenzo galeazzi, Silva Fedrigo, Valentina Lanza, Federico Mello, Maia Pedulla', Massimo Nardinocchi, Matteo Cucini, Francesca Novati, Alessandro Delfanti, Alessandra Moretti, Giliana Petrucci, Annamaria Ross, Luisa Barbano, Marta Alaimo, Antonella Felicetti, Elisa Fontana, Nicoletta, Nicola Mancon, Giansante Francesco, Mina Saponaro, Federico Bomba, Luca Di Martini, Antonella DiGregorio, Salvatore Russo, Nicoletta D'Ambrosio, Manuel Dall'olio, Maurizio Mantani, Michal Ostereich, Marta Bonetti, Lorenzo Vianelli, Silvia Rossi, Coselli Carlotta, Alice Conti, Nicole Barilli, Gaia Novati, Romano Stefani, Mirka


...e infatti macho free è scappato a tacchi levati! quelle che ora parlano di antisessismo sono nuove o "residuate" che all'epoca non parevano particolarmente sensibili a questi temi...mha!
Algimas credo che sei tu ad aver perso la traccia di macho free zone. Se non si seguono questi percorsi, per disattenzione o mancanza di interesse, è molto facile lasciarseli passare sotto il naso senza vederli.
Intanto ti passo un link (ma ce ne saranno di sicuro altri e se cerchi su google puoi trovarli)che ti dice quanto macho free zone sia stata presente anche dopo il 2004.
eccolo --->>> LINK
ciao
oh FikaSikula mi togli quasi le parole di bocca!
Algimas ma poi cos'è il "vizietto a sinistra" quello che se qualc fa osservazioni in qualche modo critiche diventa di default "apolitico" o latore di "beghe di condominio"?
Sottoscrivo in pieno e vorrei aggiungere la mia firma al documento se possibile...
E permettete la battuta acida: Grillini non fa neanche in tempo a candidarsi a Bologna che già si scatena la corsa a chi è più supergayfriendly degli altri... eh ehe eh...
Ciao Pussytree ;) guarda che non ci stiamo mica capendo. Provo a rispiegarmi per fare chiarezza e poi la finisco qui per evitare il ping pong ;) Sottoscrivere questa lettera non e' togliere energie alle discussioni dentro e fuori il genere, ma e' aggiungerle, un contributo sul sessismo e' qualche cosa in piu' e non qualche cosa in meno.
La critica alle gestione degli spazi e agli stessi compagni e' una critica che non nasce oggi da questo post ma e' diffusa! basta farsi un giro nelle liste nazionali. Sexyshock ha salutato Viale Lenin da tempo, ma questo non significa che sugli spazi sociali e pubblici della citta' debba calare il silenzio, la lettera e' piu' che legittima.
Nessuna petizione e' stata lanciata contro il tpo si tratta invece di una lettera molto sentita che tante persone ritengono condivisibile e se la si inquadra in una prospettiva costruttiva ne va preso atto. al contrario inquadrarla come attacco al tpo e' ingeneroso e lascia spazio al solito vizio maschile in cui la presa di parola pubblica delle donne o e' scazzo personale o e' un'infamata. Pussytree vorrai mica sostenere questa tesi?
In sintesi la lettera dice: il rifiuto di pratiche sessiste come puo' avvenire se non partendo prima di tutto da se stessi/e? e visto che il tpo in passato su questo non ha mai brillato si augura che il presente sia diverso non solo nei proclami. tutto qui. quindi ti chiedo, perche' secondo te la lettera non entra nel merito dei contenuti?