Venerdì 4 dicembre
ore 22.30
COME ME FURIOSA SEI!
SEXYSHOCK PARTY
8 anni di sovversione erotica
Dove?
Music 2000
in Via Aldo Moro 14 a San Lazzaro di Savena
Cosa?
ore 22.30
Lucky Strikes in concerto
100% pure rockabilly
http://www.myspace.com/luckystrikesbologna
Vi aspettiamo tutti rockabilly come noi!!
dalle 24.00
dj set
Nina Le FRau
Bettinja
Samoa e Melenita Djs
Visual
Sexy tribute by mizz prava
V_zoo
Vj Scenic
INFURIATI anche TU
trasformati, infuriati, fotografati
una camera di trasformazione per parlare di te
oltre la banalità del presente
incursioni di Frangette Estreme
http://queeringbo.noblogs.org/
INFO POINT FURIOSI
Macho Free zone – strumenti per liberarci dal machismo
Consensuality – sperimentazioni e pratiche erotiche
Anch’ io sono una puttana – immaginari e diritti
delle sex workers
Ingresso 5 euro
Sexyshock sostiene Betty&Books
Come arrivare
Arrivare a San Lazzaro e, superato il paese, girare a sinistra
all’altezza della COMET.
Parcheggiate (sotto l’insegna ORSINI) e seguite la musica e le candele J
Se preferite il mezzo pubblico: autobus 19
28 novembre 2009
Mercoledì 25 novembre
h. 19.30 da Betty&Books
via Rialto 23/a
in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne:
“Fiere di essere puttane”
di Maîtresse Nikita &Thierry Schaffauser
2009, Derive Approdi Editore

Ne parleremo con:
Pia Covre, autrice della prefazione dell’edizione italiana, attivista sex worker e fondatrice del “Comitato per i diritti civili delle prostitute
Giulia Garofalo, attivista e ricercatrice, autrice presso la University of East London della ricerca “Political Economy of Sex Work in Europe”
Betty, Sexyshock
In questi tempi bui in cui si fa tanto parlare di prostituzione, un libro come Fiere di essere puttane fa un po’ di luce sulle retoriche e le doppie morali tra cui il dibattito europeo (e italiano sopratttutto) è impantanato. Come recita il titolo, il libro è un ‘manifesto’ dell’orgoglio delle puttane scritto da due prostitute francesi – del gruppo “Les putes” per l’appunto – che, con stile ironico e agguerrito, sfata quei pericolosi luoghi comuni che perseguitano chi vende sesso per denaro e che di volta in volta stigmatizzano la prostituzione come la forma per eccellenza di subordinazione femminile, una piaga sociale che non rispetta l’ordine morale della società o come un’emergenza da gestire alla stregua di un problema di ordine pubblico.
Per fare questo, in primo luogo, le autrici ripercorrono le politiche e il dibattito in tema di prostituzione in Francia: le normative e politiche securitarie adottate dai governi e il dibattito pubblico sostenuto da partiti, associazionismo e parte del femminismo impregnato di tanto moralismo ma distante dalla realtà e dall’esperienza di chi vende sesso per denaro. In secondo luogo, formulano due concetti chiave – quello di “puttanofobia” e di “femminismo puttana” – per rivendicare la posizione politica dei e delle lavoratrici del sesso che questo lavoro lo scelgono e ne vanno fiere e per costruire una connessione politica e culturale con tutte le donne che lottano per la propria libertà, che facciano o meno le sex workers:
“Femminismo puttana è riappropriarsi dell’insulto ‘puttana’ come un vanto, invece di tentare di disfarsene. Perché l’insulto ‘puttana’ non riguarda noi in maniera esclusiva. Esso tende, in certi discorsi, a designare tutte le donne. Lottare contro la puttanofobia significherà lottare contro il sessismo di fondo, lottare per poter essere, vestirsi, comportarsi da puttane… lottare, come tutte le donne, contro la paura di essere aggredite. Come dice il nostro slogan: ‘dove, come, quando, quanto prendo, la scelta mi attiene, il mio corpo mi appartiene’
Per Sexyshock, che da anni è impegnato in riflessioni e campagne sul commercio del sesso, la presentazione di questo libro rappresenta una preziosa occasione di prendere parola nel dibattito italiano attuale sulla prostituzione oltre gli stereotipi e l’ignoranza entro cui esso si gioca nonchè di rafforzare quel filo rosso che collega le donne che lavorano nel commercio del sesso e quelle che non lo fanno.
Informazioni e contatti:
infosexyshock@inventati.org
Betty +39 347 134 66 52
23 novembre 2009
mercoLady 6 maggio
dalle 19.30 alle 22, con aperitivo
Sexyshock e Betty&Books presentano:
Everything about PILLOLO! Un nuovo orizzonte nella contraccezione ormonale maschile: la sperimentazione in corso, problematiche, opportunita’.
Ne parleremo con:
* Dott.ssa Marta Berra, dott.ssa Silvia Cerpolini – responsabili della ricerca
per testare un nuovo contraccettivo ormonale per l’uomo, condotta dal
Centro Interdipartimentale di Ricerca per la Tutela della Salute
Sessuale (C.I.S.S.) Università degli Studi di Bologna in collaborazione
con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
* Associazione Maschile Plurale, Bologna
Il Centro Interdipartimentale di Ricerca per la Tutela della Salute Sessuale (C.I.S.S.) Università degli Studi di Bologna in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sta conducendo una ricerca
per testare un nuovo contraccettivo ormonale per l’uomo. Vari studi che
hanno valutato la stessa combinazione ormonale hanno dato ottimi
risultati in termini di efficacia e sicurezza.
Lo studio è multicentrico e coinvolgerà circa 400 coppie in 8 centri in diversi paesi del mondo.
Una serata per chiedere, informarsi e discutere di questa nuova prospettiva nel panorama degli anticoncezionali ormonali!
Ma anche una serata per ragionare sulla responsabilizzazione maschile nella genitorialita’ consapevole nell’ambito delle coppie eterosessuali, un desiderio espresso da molti, negato da altri.
Il C.I.S.S sta cercando coppie interessate a partecipare alla sperimentazione, che abbiano una relazione stabile e che non abbiano pianificato di avere gravidanze negli prossimi due anni. Per qualsiasi informazione sulla ricerca si può chiamare il numero 0516363716 o scrivere una mail a segreteria.ciss@unibo.it.
4 maggio 2009
La ronda del piacere è un’iniziativa contro l’istituzione delle ronde e la cultura della paura. La ronda del piacere è il primo passo per costruire una città dove ognun@ può godere e questa città è un luogo dove vogliamo sentirci sicur@, ma non sorvegliat@.
Sabato 18 aprile - Concentramento alle 16.00 in Piazza San Martino…verso il Centro Interculturale Zonarelli!
Sexyshock – Banda Roncati – Anassim e Hard Coro ti invitano a partecipare attivamente alla
Ronda del Piacere, un corteo sonoro dal centro verso la periferia.
In piazza S. Martino troverai tutto l’occorrente per scrivere la frase che vuoi da portare a passo di tango in giro per la città.
Troverai: cartone – cartoncini – pennarelli – spago
- Ma:
se hai delle idee sul come scrivere frasi e "indossarle"
se hai delle idee sulle frasi da scrivere
se in casa hai del matteriale che non usi ma che può servire allora…portale in piazza!
In Piazza S.Martino l’angolo creativo ti aspetta!
*il colore che abbiamo scelto per questo evento è un verde bello acido, perché fa tanto primavera.
…perché chi di verde si veste della sua beltà si cura (e anche della sua città)
“La Ronda del Piacere” è un corteo sonoro organizzato da Sexyshock, Banda Roncati, Associazione Anassim e HardCoro. La manifestazione attraverserà la città a suon di banda da Piazza San Martino al Centro
Interculturale Zonarelli per dire che la Bologna che vogliamo è una città non ha paura del buio e non crede alla favola “dell’uomo nero”.
Di questi tempi dove la “sicurezza” è la cifra del dibattito pubblico, la ronda del piacere è l’occasione per dire che la “sicurezza” non si costruisce a colpi di machismo, razzismo e repressione. “La ronda del Piacere”, infatti, è una parodia delle pratiche militaresche con cuila destra vuole risolvere il “problema sicurezza”, un’occasione per dire no alla cultura della paura e della giustizia privata delle ronde della Lega Nord e di Alleanza Nazionale.
La ronda del piacere è un’iniziativa per riprendersi lo spazio pubblico e per mettere in piazza “la città che vogliamo”: una città fatta di donne e uomini nativ@ e migranti, di cultura, di valorizzazione delle differenze, di servizi e di spazi per l’incontro e la socialità. Una città in grado di riconoscere le differenze come una ricchezza, invece che usare la “paura dell’altro” come unica strategia di gestione della vita pubblica e delle sue complessità. E’ in una città come questa che ci sentiamo sicur@!
Percorso del corteo:
piazza san martino, via oberdan, via alessandrini, via irnerio, via mascarella, ponte stalingrado, via gandusio, via sacco (centro interculturale Zonarelli).
14 aprile 2009

Temporaneamente Tua (di noi abbiamo curato l’introduzione :)) , è un’appassionata e rigorosa ricerca sulle dinamiche contemporanee del mercato del sesso condotta negli Stati Uniti, in Olanda e in Svezia.
Nel panorama editoriale e nel dibattito pubblico italiano sulla prostituzione, impantanati tra moralismo e retoriche sicuritarie, il lavoro sessuale è troppo spesso confuso con la tratta e il traffico di donne migranti. In essi quasi mai trovano spazio le voci, la complessità delle vite e la rivendicazione di diritti di chi ha scelto di fare questo lavoro. Rispetto a questo, Temporaneamente tua è una boccata d’aria: è coraggioso e innovativo, puntuale e rigoroso; ci trasporta nelle mille articolazioni che il mercato del sesso può assumere, facendone una chiave di lettura per comprendere i mutamenti dei rapporti di genere, della ridefinizione del “pubblico” e del “privato”, dei modi in cui le trasformazioni economiche e culturali del nostro tempo si sono spinte a fondo nel modo in cui viviamo l’intimità.
Per questi motivi Sexyshock ha voluto contribuire alla sua edizione italiana: a partire dalla convinzione profonda che il primo passo per cambiare le condizioni di vita e di lavoro delle/dei sex workers è partire da una radicale trasformazione del modo che si ha di parlarne, abbandonando sia le doppie morali che il vittimismo!
Mercoledì 11 marzo dalle 19.30 da Betty&Books Via Rialto 23/a, Bologna
TEMPORANEAMENTE TUA
Intimità, autenticità e commercio del sesso
di Elisabeth Bernstein, Odoya Edizioni
Ne parliamo con
Alessandra Baduel, D La Repubblica delle Donne
7 marzo 2009
Come ogni anno, arriva inesorabile l’8 marzo… Noi quest’anno lo festeggiamo così, speriamo che abbiate voglia di farlo con noi. In questo periodo di tempi bui per le donne, faremo ricorso a tutta l’ironia, il coraggio e le relazioni che abbiamo a disposizione… a partire dall’8 marzo, oltre l’8 marzo. :-)
W LA WOMAN – Interferenze femministe
Proiezione film "Provini d’amore" – Tremende in concerto
8 Dj’s – Cena e degustazione vini bio - InfoPoin LILA Bologna.
Ingresso 3 euro + tessera Arci
Locomotiv Club – Via Sebastiano Serlio, 25/2 – Bologna

Programma
ORE 18
in anteprima nazionale |proiezione PROVINI D’AMORE di PoliVisioni
Un viaggio in sicilia per capire l’Italia:un mix tra un film di finzione, un documentario e un roadmovie che esplora come le idee
sulla sessualità, la morale, le relazioni di genere sono (o non sono!) cambiate negli ultimi 50 anni. Il risultato è un film ironico, ma duro che si confronta con alcune delle tematiche più "calde" del dibattito italiano: la libertà delle donne, i diritti delle persone omosessuali,la trasformazioni dei costumi e delle relazioni tra uomini e donne.
ORE 21
TREMENDE in concerto Ska Reggae
E POI AD INTRODURRE E A SEGUIRE
TETE À TETE 8 DJ’S PER L’8 MARZO
Shopping Crew|grunge, big beat, post-rock
Bettinja|no-lounge bossa-no
Rebecca Wilson| electro_liquid_dance
Guenda|disco funk
Kina| hiphop funk
Mighty Mau|elettronica
Trippy|elettronica
Wilbi|minimal tec
CENA E DEGUSTAZIONE VINI BIO
Il multipiatto a tema con l’8 marzo è proposto da FunkyZdaura.
I vini suggeriti per il multipiatto sono selezionati da GustoNudo.
25 febbraio 2009

ecco qui diversi appuntamenti shokkanti per questo fine settimana:
** venerdì 21 h. 20,
presentazione campagna "Anche io
sono una puttana!"
con "UNA DELLE TANTE":
recital teatrale tratto dal
libro
"Cara Senatrice Merlin – Lettere dalle case chiuse"
da Betty&Books in via Rialto 23/a
** sabato 22
manifestazione a Roma contro la violenza maschile sulle
donne
** sabato 22 h. 22.30
MIT, PIC e Sexyshock presentano:
LA LUNGA NOTTE
DEL GRAN BALLO DELLE DIFFERENZE!
a San Lazzaro di Savena (Bo),
presso
Associazione Music 2000 ("da Ciccio")
Via Aldo Moro 14
"UNA DELLE TANTE"
Recital teatrale tratto dal libro:
Cara Senatrice Merlin – Lettere dalle
case chiuse.
Una selezione di alcune tra le tante lettere che le prostitute delle case
chiuse inviarono, all’epoca, alla senatrice Lina Merlin.
Recital per voce narrante, arpa elettrica e video.
Voce narrante: Nicole De Leo
Arpista: Duccio Lombardo
Video e Regia: Luki Massa
Una serata per inaugurare la campagna "Anche io sono una puttana", che ci
accompagnerà in questi mesi "caldi" verso le manifestazioni a Roma del
22 novembre – contro la violenza maschile sulle donne – e il 13 dicembre
per i diritti delle e dei sex workers, insieme al Comitato dei Diritti
Civili delle Prostitute, al MIT (Movimento Identità Transessuale) e a
tante altre realtà.
La campagna è a sostegno delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso,
contro il DDL Carfagna che andrà a modificare l’attuale legge Merlin,
introducendo il reato di esercizio della prostituzione in strada e in
generale in "luogo pubblico".
Il simbolo delle lotte dei e delle sexworkers è un ombrello rosso per
proteggersi dagli attacchi che provengono dal cielo e dalla terra.
Ci riguarda tutte! Alleati!
Se l’ombrello ti sembra eccessivo… porta
con te scarpa, rossetto o calzetto, purché sian rossi!
** sabato 22 h. 22.30
MIT, PIC e Sexyshock presentano:
LA LUNGA NOTTE
DEL GRAN BALLO DELLE DIFFERENZE!
In un clima di crescente paura per le differenze e di violenza
verso chi è percepito come diverso, il Grande Ballo delle
Differenze arriva a Bologna il 22 novembre!
Il Gran Ballo delle Differenze, con oltre 30 musicisti, trapezisti
e scenografie sconcertanti e sconcertate vi invita ad un intreccio
danzante di magiche circolazioni, mobilità, riconfigurazioni
e complessità dello spazio, del suono e delle identità.
Stili musicali e repertori diversi (musica
tradizionale, popolare, urbana e sperimentale) saranno mobilitati
per celebrare assieme il valore delle differenze di generi, sessualità,
culture ed etnie con questa unica ed irripetibile festa già
proposta da anni a Parigi con grande successo.
Il gruppo di 34 musicisti comprende
:
Tirnava Gypsy Band,
Gallina la lupa,
Quartetto sentimento +
donfollia,
Trio disco,
Les incompetents: fanfara approssimativa,
Télamurè: pizziche tarantelle e tammurriate,
Benji: solo trans chariot,
Ewemel Orbisoul Carpet.
Associazione Music 2000 (“da Ciccio”) – Via
Aldo Moro 14, San Lazzaro di Savena (BO)
www.festivaldiscrimination.eu
19 novembre 2008
Bella domanda, no? E le risposte sono molteplici e non banali!
Ne parliamo martedì 7 ottobre alle 21.00
presso la sala Enzo Biagi c/o sala Borsa Piazza Nettuno 3
A settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge
presentato dalla Ministra Mara Carfagna sulle misure contro
l´esercizio della prostituzione che, modificando la legge Merlin,
introduce il reato di esercizio della prostituzione in strada e "in
luogo pubblico".
Le "Misure contro la Prostituzione" messe a punto dal Ministro per le
Pari Opportunità andranno a colpire sia le donne che si prostituiscono
in strada che i loro clienti con un´ammenda da 200 a 3000 euro o
addirittura con l’arresto da cinque a quindici giorni. Ma siamo sicure
che il ddl presentato dalla Carfagna con i ministri Maroni e Alfano
sia la soluzione giusta? Noi non lo siamo.
Il mercato del sesso è un mondo complesso che chiama in causa
innumerevoli dimensioni: le politiche sull´immigrazione, la povertà,
le disuguaglianze di genere e il diritto di ogni donna a poter
scegliere come gestire la propria sessualità e il proprio corpo.
Questa serata, dunque, sarà un´occasione per raccontare il mercato del
sesso fuori dalle banalizzazioni e dai moralismi della politica e
della cattiva informazione, per offrire delle posizioni alternative
di politiche sul mercato del sesso che mettono al centro i diritti
delle persone che si prostituiscono.
Ne parliamo con:
Barbara Spinelli – Giuristi Democratici
"Dalla Merlin alla Carfagna, ovvero dalla disciplina dell’esercizio
della prostituzione alla repressione delle prostitute".
Porpora Marcasciano - MIT
"La strumentalizzazione della paura. Soggetti marginali e
marginalizzati nell’epoca della paura. Situazione e condizioni delle
persone prostitute e in particolare trans".
Sandro Bellassai – ricercatore precario di Storia contemporanea
all’Università di Bologna e Maschile Plurale
"Il lato oscuro della prostituzione, ovvero il mestiere più antico del
mondo: il cliente. Desiderio e potere maschile dai tempi della legge
Merlin a oggi".
Modera e introduce: Betty – Sexyshock
5 ottobre 2008
Se passa il ddl Carfagna chi di sera esce coi tacchi o con la minigonna si compri una borsa capiente. Riuscire a cambiarsi rapidamente ci farà risparmiare tempo (di reclusione) e denaro (di multa). In base al ddl siamo tutte indiziate.
Scritta bianca sbriluccicante su campo rosso: "Ci riguarda tutte". Semplice e chiaro. Era il testo dello striscione portato in piazza da Sexyshock e Comitato per i diritti civili delle Prostitute alla parade del Pride nazionale di Bologna del 28 giugno 2008. Quindici metri di pizzo rosso, che oltre ad essere stiloso lascia passare la brezzolina. Poi, dopo l’estate, è arrivata la tempesta.
Ce ne siamo rese conto in molte occasioni, e in particolare nelle varie presentazioni fatte in giro per l’Italia di "Ni coupables, Ni victimes": parlare di prostituzione e sex work in Italia è una faccenda veramente spinosa.
Spesso a Betty è sembrato che i modi di leggere, raccontare e immaginare "il mestiere più antico del mondo", ascoltati in tanti dibattiti pubblici, potessero essere considerati una specie di test su tutto quello che piu’ la riguarda e di cui si e’ sempre occupata: la sua vita quotidiana di donna e precaria, la sua sessualità, il modo in cui si veste, l’ora in cui torna a casa di notte. Una specie di cartina di tornasole: stereotipie, moralismi, e tanta, tanta ignoranza. Ignoranza intesa in senso letterale: tutti e tutte quelle che ne parlano sembrano "non saperne mezza di ciò di cui si sta parlando". Come se fossero investiti/e da un senso di legittimità diffusa a dire la propria, per altre/i, sulle loro spalle, senza pensare di interpellarle/i. Presupponendo che questi/e ultimi/e non abbiano una voce.
La prostituzione appare nel discorso mainstream come il regno supremo delle proiezioni, dei tabù e delle fantasie, ora piccanti ora redentive. E quanto emerge è la difficoltà piena di contraddizioni – una vera e propria negazione della realtà – nel riconoscere la complessità e la diversificazione del mare magnum del sex work, che va dal lavoro a tutti gli effetti a tempo pieno, a prestazioni occasionali, dal call center alla casa, all’escort di lusso ecc. E il risultato è il necessario appiattimento di tale complessità sull’immagine unica della "prostituta in strada": trans o meno, tendenzialmente priva di cittadinanza, preferibilmente schiava e minorenne.
La realta’ del lavoro sessuale non e’ certo questa, quella presa di mira dal ddl, e del resto non e’ pretesa del decreto legge normare la prostituzione nel suo complesso. Il problema dichiarato è"pulire le strade". E al contempo, chiarire che cosa e’ sporcizia, impudicizia, indecenza: i nostri corpi esposti. I nostri corpi disponibili. I seni, le gambe, i piedi fasciati da stivali e scarpe che ci slanciano la silhouette.
Si tratta dell’ennesima contrapposizione tra donne "per bene" e donne "per male", un tema che ha attraversato fin dall’inizio il percorso collettivo di Betty, e che si e’ rivelata una questione centrale nell’affrontare innanzitutto le campagne sulla violenza sessuale e di genere. Perché "come", "quando" e "con chi" vogliamo poterlo scegliere, e centrale e’ ribaltare la logica per cui ad essere sotto accusa e’ sempre chi "se l’e’ cercata". L’unica alternativa offerta e’ il ruolo della povera vittima, un essere indifeso e incapace di provvedere a se’, che va tutelato per legge, o per prassi.
Certo il video della conferenza di Bruxelles, in cui centinaia di sex workers e sostenitrici si sono riunite per discutere di strategie di emersione, visibilità e lotta per i propri diritti, mostra figure inconsuete a queste latitudini: donne (e non solo) che lavorano nel mercato del sesso per scelta. Che hanno una faccia, un nome, una storia, aspirazioni, analisi politiche puntuali. Persone provenienti da tutto il mondo che si confrontano e dibattono, che accumulano saperi, esperienze, rivendicazioni specifiche, capaci di organizzarsi per far sentire la propria voce. Che mostrano che "il problema" non sono loro, ne’ il lavoro che fanno, ma le leggi e le prassi che le condannano, le rendono illegali, le stigmatizzano. Sono persone normali.
A questo l’Italia non è abituata: l’Italietta quotidiana della doppia morale, che manda in televisione solo donne di spalle e vittime "della tratta". Salvo poi omettere che senza possibilità legali per migrare, il giro "della tratta" e’ obbligatorio, e che a ricorrere a quei canali di migrazione sono i lavoratori e le lavoratrici sia dell’industria edilizia sia del lavoro domestico sia dell’industria del sesso.
Questi e altri temi sono al centro del brainstorming collettivo di Sexyshock impegnato, in questi giorni, a costruire una campagna di comunicazione contro il ddl. Ore di discussione in cui, ci diciamo, le questioni che devono emergere sono: la liberta’ di scelta sulla gestione del proprio corpo, la libertà di scelta sulla propria vita sessuale, l’inaccettabilità di leggi che pretendono di normare (o, meglio, disciplinare) la vita delle persone senza interpellarle (quel "nessuna legge su di noi senza di noi" agitato dalle sex workers a livello europeo), e il bando alle doppie morali.
Si’, ma come rendere graficamente tutto cio’? Come rompere il concatenamento di luoghi comuni sulla definizione di "sicurezza" imperante, come spiazzare il mare retorico della doppia morale che contrappone donne per bene e donne per male e che nasconde il "male" dentro le "sicurissime" (sic) mura domestiche?
E poi, noi Betty che facciamo il brainstorming, non siamo sex workers (per il fatto che alcune di noi vendono sex toys, tecnicamente in America ci considererebbero tali, ma questa è un’altra storia) e non vogliamo certo parlare "per altre". E allora ripartiamo da capo, da noi.
E capiamo che sì, quello che vogliamo è parlare alle donne, perché queste sono il target della legge: tutte noi. Per il Pride abbiamo prodotto un bollino, "anche io sono una puttana", riprendendo una spilletta prodotta da un collettivo di donne catalane. Ci piaceva questo slogan perché dava visibilità alla consapevolezza delle lavoratrici del sesso, al loro orgoglio di essere tali e al loro deciso rifiuto della "vergogna" comunemente associata al mestiere. Perche’ alludeva alla necessità di non nascondersi, di non fare il gioco della doppia morale. Ma, al contempo, quello che ci affascinava, era il fatto di poter portare addosso quell’"epiteto" che ancora oggi – tutte le donne sanno – corrisponde ad un’offesa. "Puttana", ben lungi da designare una professione, e’ innanzitutto qualcuna che "la da’ via". Il sottotesto, ci fosse bisogno di spiegarlo, e’ che la cosa peggiore che una donna puo’ fare, e’ avere una vita sessuale di cui disporre liberamente.
E allora il cerchio si chiude, siamo da capo, e ripartiamo da qui: se la puttana e’ un lavoro, chi lo fa deve poter emergere come tale. Se puttane siamo tutte (perche’ tutte vogliamo disporre liberamente della nostra vita sessuale) bene, allora: eccoci!
Facile, ma come tradurlo in immagini e parole in modo non ideologico, per permeare la coltre di pregiudizi e stigmatizzazione verso chi scambia sesso per denaro? Come creare un meccanismo di identificazione potenziale da parte delle donne? Ci vuole un’immagine ambigua che, proprio per questo, sia in grado di svelare l’ambiguità e l’arbitrarietà del ddl. Occorre rendere esplicita l’arbitrarietà di parametri che sanzionano le donne mentre battono in strada in base a come sono vestite, e non perché la loro azione costituisce un fatto illegale. Ci immaginiamo una tabella tecnica per vigili urbani e forze dell’ordine, per riconoscere la donna da multare: lunghezza della minigonna, altezza del tacco, profondita’ della scollatura. Ci immaginiamo blitz con metro alla mano fuori dai grandi teatri e dalle discoteche.
Nel momento in cui per legge il modo di riconoscere una prostituta per sanzionarla è codificare il suo look, beh, allora rendiamo esplicito questo criterio. Costruiamo delle "puttane modulari", sezioniamo al millimetro i nostri corpi, spezzettiamoli come fa la legge, smontiamoli come un puzzle, come un rebus da decifrare. Il nostro corpo é il luogo del delitto, i nostri seni e le nostre gambe esposte sono gli indizi: o tutte, o nessuna!
28 settembre 2008
C’eravamo lasciat@ con la nostra partecipazione nello spezzone "Donne perbene e Donne permale" e riapriamo la stagione incollando il comunicato del Mit e Comitato Per i Diritti
Civili delle Prostitute sulla grave situazione che a livello legislativo si sta delineando per le prostitute: e’ infatti stato approvato dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge presentato dalla
ministra per le Pari opportunita’, Carfagna, che introduce il
reato di esercizio della prostituzione in strada e
"in luogo pubblico".
Al che noi rispondiamo con un sol grido: Anche io sono una puttana!
Comunicato Mit e Comitato:
Il MIT (Movimento Identità Transessuale ) e il Comitato Per i Diritti
Civili delle Prostitute
disapprovano la proposta sulla prostituzione
della ministra Garfagna. La proposta viene fatta da tre ministri senza
nessun confronto con le associazioni alle quali è stato negato un
incontro.
Riteniamo che si stia facendo solo un’operazione di
maquillage mentre i problemi veri non vengono affrontati ne risolti ma
sicuramente aumenteranno.
La proibizione di lavorare in strada avrà
conseguenze gravi e pericolose per tutte quelle persone che non sono in
grado di organizzarsi in altri luoghi e al chiuso.
Non è infatti
possibile che ogni transessuale e/o ogni donna possa ottenere un
contratto di affitto, o acquistare una casa dove esercitare.
La
situazione di maggiore precarietà che si verrà a creare condizionerà
fortemente il potere contrattuale delle sex workers mettendo a rischio
la loro sicurezza e incolumità fisica e di conseguenza la salute di
tutti i cittadini.
La debolezza delle sex workers lascerà spazio al
rafforzamento delle associazioni criminali che sfruttano la
prostituzione, a chi lucra sul commercio sessuale e sull’indotto.
Se si
vuole arginare la prostituzione e non solo nasconderla, si deve cercare
di eliminarne le cause, una di queste riguarda sicuramente le
discriminazioni a cui vengono sottoposte le transessuali.
Se si
vuole arginare la prostituzione e non solo nasconderla, si deve cercare
di eliminarne le cause, una di queste riguarda sicuramente le
discriminazioni a cui vengono sottoposte le transessuali.
Oggi ci sono
alcune migliaia di transessuali che si prostituiscono “volontariamente”
solo perché non hanno altra scelta lavorativa in quanto vengono
quotidianamente esclusi e discriminati nei luoghi di lavoro se non
anche RIFIUTATI esplicitamente.
Abbiamo centinaia di donne italiane
adulte apparse negli ultimi tempi in strada per fronteggiare una
emergenza economica familiare, donne PRECARIE, sottopagate e/o
licenziate con mariti in analoghe situazioni. Madri sole costrette a
fronteggiare la spesa per la crescita dei propri figli.
Allora servono
politiche contro la discriminazione, tutele per i lavoratori, politiche
sociali di sostegno per le donne senza lavoro e per i loro figli.
Ci
sono migliaia di donne straniere che hanno pagato prezzi altissimi per
venire in occidente, sono ora finalmente autonome, ma stanno ancora
lavorando nella prostituzione. Chi vuole cacciarle e rimandarle ai loro
paesi si assume la responsabilità di RICONSEGNARE tutte queste donne ai
racket internazionali per il traffico di esseri umani.
Pia Covre
Comitato Diritti Civili Prostitute
Porpora Marcasciano MIT (Movimento
Identità Transessuale)
11 settembre 2008
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